Alle compagne e ai compagni in indirizzo
La Festa Socialista 2014
organizzata dalla Federazione provinciale PSI di Bologna (area Viale Togliatti
angolo Viale Salvemini - Quartiere Borgo Panigale, Bologna) prosegue con
successo e partecipazione. L'apertura è stata il 1° agosto con la presenza del
Segretario Nazionale Riccardo NENCINI. La Festa si concluderà il 24
agosto.
Sabato 23 agosto, alle ore 17.30 sarà presente l'On.
ANGELO SOLLAZZO per un incontro sul
tema:
"Politica ed economia nell'Italia di oggi: il ruolo dei
Socialisti"
Siete invitati a partecipare. Al termine
dell'incontro, chi vorrà restare, potrà cenare al ristorante della
Festa.
In attesa d'incontrarVi, gradite cordiali e fraterni
saluti.
Franco Franchi
domenica 10 agosto 2014
venerdì 8 agosto 2014
Dalla parte del mondo del lavoro e dei sindacati
Dalla parte del mondo del lavoro e dei sindacati
E’ da molti giorni che ricevo sms e telefonate di vecchi
amici sia precari che assunti a tempo indeterminato mi telefonano e mi chiedono
preoccupati cosa cambierà nelle tutele del mondo del lavoro di oggi e di domani dopo i continui
messaggi a spot del governo e in particolare sull’ annunciato Jobs act.
Il mio pensiero è che l’art. 18 non vada toccato e vada potenziato subito dopo 6 mesi e non applicato dopo 3 anni , e che il PSI si
debba spendere per la tutela delle garanzie di ieri e soprattutto per quelle
future e schierarsi dalla parte dei sindacati. differenziandosi dall'attuale politica del PD.
Leggo che la CGIL ricorre a Bruxelles contro il Jobs act ;
la riforma del lavoro varata dal governo è in contrasto con la disciplina
europea, lo afferma la Cgil nel ricorso alla Commissione Ue proprio contro il
Jobs act ; “La legge 78, eliminando l’obbligo di indicare una causale nei
contratti a termine, sposta la prevalenza della forma di lavoro contratto a
tempo indeterminato a tempo determinato, in netto contrasto con la disciplina
Ue”. Per la Cgil s’introduce un’assoluta discrezionalità rispetto ai
licenziamenti; infine non c’è alcuna prova statistica che all’ aumento della
precarietà corrisponda un aumento dell’occupazione.
Un pensiero che concordo pienamente, il PSI dovrà cambiarlo
il Jobs act pe rmille ragioni, e poi non si capisce proprio la smania di usare terminologie non
italiane, è sempre più necessario una presa di posizione in solidarietà dei
sindacati e in chiave non populista, difendere il lavoro e le garanzie non è cosa del passato.
Andrea Pancaldi
La mia prima volta
No, non è
un racconto erotico, anche se dal titolo potrebbe sembrare. E’ piuttosto la
celebrazione di una sorta di “battesimo” che chi fa politica, seppur a bassi
livelli e per passione, prima o poi riceve: sperimentare l’enorme faziosità di
alcuni “giornalisti”. Il giornalista (si, insomma si fa per dire) in questione,
si chiama Fernando Pellerano. In arte, come suggerisce il buon Google:
“artiglio”, nome che è tutto un programma. Di quelli noiosamente scontati però.
Sul suo blog una sfilza di articoli dalla monotona critica, scritti chissà da
quale pulpito, e sul web si scopre che è riuscito persino a procurarsi
l’inimicizia (anche questo si fa per dire) della curva rossoblù del Bologna. Si
insomma un tipo tutto pace e amore. Tra le collaborazioni, il Corriere di
Bologna, Rai Radio Due e Repubblica (ah ecco!).Si insomma, ho avuto l’onore di
conoscere tale amata (e amabile..) persone all’inaugurazione della festa
dell’Avanti!, ora “Festa dei Riformisti”, di Bologna. Lo vedevo già che si
aggirava inquieto tra gli stand ancora chiusi della festa e poi, dopo aver
fatto a me e ad altri giovani compagni delle domande, sparì come era apparso. Tutto
a posto tutto regolare. Avevamo risposto gentilmente alle sue domande anche
abbastanza critiche ma in fondo il lavoro di un giornalista è questo no?Il
problema è che secondo me l’amico “artiglio”, o forse chi gli ha poi dato lo
spazio sul Corriere per il generoso resoconto, non sa che fare informazione e
prendere letteralmente e faziosamente”per il culo” gli intervistati non sono la
stessa cosa. Soprattutto se si riportano le cose in modo errato e non si
contestualizzano.Per esempio, solo chi ha un bruttissimo rapporto con la
percezione reale delle cose (e secondo me l’amico ha litigato anche con
quella), può criticare il fatto che ad ascoltare Nencini c’erano (solo?) 101
persone senza sapere però che più di un incontro pubblico si trattava della
riunione del Direttivo Regionale allargata agli amministratori locali. Solo un
giornalista fazioso e bugiardo può modificare le parole del segretario
nazionale da “chi di noi del vecchio partito è rimasto, è qui solo per passione
e per non fare finire una storia” a “chi è qui è solo per passione e per non
fare finire una storia”. Le parole e il modo in cui si mettono sono importanti,
e almeno questo dimostra di saperlo bene! Senza contare che secondo questa
attentissima persona, che avrebbe fatto meglio a scriversi bene le cose in quel
benedetto blocchetto, noi giovani avremmo affermato in coro che siamo nel PSI
per “gli ideali diversi da quelli degli altri che non ce li hanno”. Mamma mia
che giornalista. Peccato che in realtà ognuno di noi ha detto la sua in modo diverso
e che in realtà la frase è “per l’ideale socialista, che nessuno dei partiti
principali, PD M5s e FI, ha”.Insomma continuare non serve, anche perchè
l’artiglio (il terrore dell’Occidente..) non è nè il primo nè l’ultimo del suo
genere. Non abbiamo bisogno di nascondere che siamo in pochi, che l’età media
del PSI è molto alta, e che per risparmiare (a differenza di chi ha soldi
dappertutto) si riciclano alcune cose. Piuttosto in quest’occasione dobbiamo
ricordare, a tanti (carissimi..) amici come questi, una cosa: a noi socialisti
niente piace di più del dimostrare ai nostri avversari che si sbagliano.
Malgrado tutto siamo ancora vivi (uno zoccolo di 0,9 cm, ma tacco 12, e fa
male..). E malgrado tutto sapremo ancora stupire, specialmente questa gente morbosamente
noiosa.Alla fine, come ho detto, ognuno ha il suo “battesimo”. Anche se in
questo caso, per un ragazzo di 17 anni che si scopre appassionato di un partito
che tutti credono morto, un po’ inaspettato. Quindi grazie signor Pellerano,
per questa magnifica prima volta. Solo una cosa: per essere il famosissimo
“artiglio”, è un po’ moscio. Da lei, un uomo vissuto, mi aspettavo un po’ di
più.Enrico Maria Pedrelli
venerdì 1 agosto 2014
Festa Socialista a Bologna
Festa provinciale socialista (Bologna, 1-24 agosto 2014)
Anche quest’anno, a
Bologna, all’interno dell’area viale Togliatti-angolo viale Salvemini (Quartiere
Borgo Panigale), con le nuove tecnostrutture, si terrà la Festa provinciale
socialista. La data di inizio è fissata per venerdì 1° agosto, quella di
conclusione per domenica 24 agosto. Arrivare alla Festa è facile. Tra le varie
possibilità, si può usare l’uscita 2 (Borgo Panigale) della tangenziale di
Bologna, quindi svoltare a sinistra e proseguire in direzione centro città per
circa km. 1,5; sulla destra si vedranno le installazioni della Festa. Per le
automobili il parcheggio è all’inizio di Viale Salvemini.
Com’è tradizione, ci sarà la possibilità di trascorrere ore di
divertimento. Si potrà mangiare presso l’ottimo ristorante tradizionale
(deliziosi tortellini fatti
dalle nonne come una volta) o lo stand delle crescentine. Le ristorazioni
apriranno dalle ore 19 (a Ferragosto anche a mezzogiorno). Tutte le sere: ballo
con la musica delle orchestre, bar, giochi (anche per bambini), sorteggi,
tombola e attrazioni varie. Sarà possibile danzare tutte le sere dalle 20,30
alle 23,30, accompagnati da orchestre e gruppi musicali sempre diversi.
Non mancheranno momenti di dibattito e di riflessione
politica. La festa ospiterà importanti ospiti in
rappresentanza di istituzioni, cultura, politica, economia, associazionismo.
Venerdì 1° agosto, alle ore 18, apertura della festa con la partecipazione e
l’intervento di Riccardo
Nencini, segretario nazionale del Partito socialista italiano e
viceministro delle Infrastrutture. Le iniziative sono aperte a tutti. Per
essere aggiornati su incontri e dibattiti, andare sul sito http://www.partitosocialista.bologna.it/.
mercoledì 16 luglio 2014
TASI: IL GOVERNO FA RETROMARCIA PER I SOLITI NOTI
Gli immobili di culto, le cliniche convenzionate con il sistema sanitario nazionale e le scuole paritarie private sono di fatto esentate totalmente dal pagamento Imu e Tasi e probabilmente in modo ben più ampio di quanto avviene ora, specie per le scuole. La vicenda "Imu Chiesa" dopo ben due anni dal decreto Monti, arriva dunque ad una fine, sancita ora dal decreto del Ministro dell'Economia il 26 giugno scorso. In tema di esenzioni dunque la versione finale del decreto legge ribalta l'impostazione data in precedenza. Nella bozza uscita dal Consiglio dei ministri, venivano menzionati solo i circa 25 immobili inclusi come extraterritoriali o comunque esenti da tributi nel Concordato tra Stato e Chiesa cattolica. Ora invece viene espressamente richiamata la norma applicata fin dal 1992 ai fini dell'Ici e poi dell'Imu. Quanto agli immobili delle varie associazioni senza fini di lucro, che comprendono anche il volontariato vero, il versamento della Tasi sarà condizionato alla verifica dell'effettivo utilizzo degli immobili e si pagherà solo per le parti destinate ad attività commerciali.
mercoledì 9 luglio 2014
RAVENNA DI SERA: MEGLIO TARDI CHE MAI
RAVENNA DI SERA: MEGLIO TARDI CHE MAI
Speriamo che ora, ai troppi danni già fatti, non si aggiunga la beffa di parole al vento
Ormai abituati a pensare che l'Amministrazione comunale volesse far tornare Ravenna una città dormitorio, siamo felicemente sorpresi di apprendere, per voce dell'assessore Corsini, la volontà di cambiare rotta, per incoraggiare gli imprenditori ad investire nel centro storico. Ma quanti saranno quelli che accoglieranno l'appello?
È lungo infatti l'elenco di ostacoli frapposti a locali che avevano ravvivato il centro storico ai quali controlli troppo fiscali e a volte ingiustificati hanno impedito di svolgere serenamente la propria attività e che hanno deciso di chiudere.
Per citare solo alcuni casi: sanzioni per allestimenti di particolare buon gusto, ma non conformi a dettami estetici rigidi e ripetitivi; sanzioni già all'inaugurazione nonostante permessi e autorizzazioni; interruzione di concerti poco dopo le 21.
È evidente che l'equilibrio fra residenti e attività è precario e l'Amministrazione ha affrontato il problema solo accanendosi coi gestori dei locali del centro con controlli su controlli, senza un minimo di elasticità e di tolleranza.
Insomma le resistenze sono tante.
E dire che Ravenna è davvero più bella da quando nel centro storico molte attività arricchiscono, anche in strada, le offerte al turismo, MA LA NOTTE NO! ... direbbe qualcuno.
Ravenna pare non voler essere un città per giovani, neppure ora che è città universitaria.
Una fascia di popolazione, che va dai 20 ai 40 anni, quella più dinamica e che investe, è stata messa ai margini. E dire che una città più viva anche la sera è una città più sicura.
L'ultima chicca, la multa ai giovani concertisti tedeschi, allievi della scuola musicale Westlicher Hegauin visita alla nostra città, colpevoli soltanto di suonare in strada.
Ci chiediamo se sia giusto pensare di "spostare" tutto nella Darsena città, come è nei progetti dell'Amministrazione, per suonare il requiem definitivo del centro storico; ma anche in Darsena ci sono i residenti, protesteranno anche loro?
Finalmente ora, dopo tanti fallimenti, spesso dovuti proprio a questo stato di cose, sembra che l'Amministrazione voglia correre ai ripari. Speriamo non sia troppo tardi e non siano solo parole al vento. Un tentativo che merita comunque di essere assecondato, anche da parte dei residenti, per una città più accogliente e meno ostile a tutto quanto può darle nuovo slancio verso il futuro: la cultura, l'università e il turismo.
È lungo infatti l'elenco di ostacoli frapposti a locali che avevano ravvivato il centro storico ai quali controlli troppo fiscali e a volte ingiustificati hanno impedito di svolgere serenamente la propria attività e che hanno deciso di chiudere.
Per citare solo alcuni casi: sanzioni per allestimenti di particolare buon gusto, ma non conformi a dettami estetici rigidi e ripetitivi; sanzioni già all'inaugurazione nonostante permessi e autorizzazioni; interruzione di concerti poco dopo le 21.
È evidente che l'equilibrio fra residenti e attività è precario e l'Amministrazione ha affrontato il problema solo accanendosi coi gestori dei locali del centro con controlli su controlli, senza un minimo di elasticità e di tolleranza.
Insomma le resistenze sono tante.
E dire che Ravenna è davvero più bella da quando nel centro storico molte attività arricchiscono, anche in strada, le offerte al turismo, MA LA NOTTE NO! ... direbbe qualcuno.
Ravenna pare non voler essere un città per giovani, neppure ora che è città universitaria.
Una fascia di popolazione, che va dai 20 ai 40 anni, quella più dinamica e che investe, è stata messa ai margini. E dire che una città più viva anche la sera è una città più sicura.
L'ultima chicca, la multa ai giovani concertisti tedeschi, allievi della scuola musicale Westlicher Hegauin visita alla nostra città, colpevoli soltanto di suonare in strada.
Ci chiediamo se sia giusto pensare di "spostare" tutto nella Darsena città, come è nei progetti dell'Amministrazione, per suonare il requiem definitivo del centro storico; ma anche in Darsena ci sono i residenti, protesteranno anche loro?
Finalmente ora, dopo tanti fallimenti, spesso dovuti proprio a questo stato di cose, sembra che l'Amministrazione voglia correre ai ripari. Speriamo non sia troppo tardi e non siano solo parole al vento. Un tentativo che merita comunque di essere assecondato, anche da parte dei residenti, per una città più accogliente e meno ostile a tutto quanto può darle nuovo slancio verso il futuro: la cultura, l'università e il turismo.
martedì 8 luglio 2014
RIFORME & SENATO di Rino Formica
RIFORME & SENATO di Rino Formica del 24 giugno 2014
Mi limito a dire che un insieme di elementi perfettamente coerenti indicano che i soggetti che si stanno occupando di questa materia sono in stato confusionale.
Dove stiamo andando, secondo lei?
È inutile fare scenari. Se non si interrompe questo stato confusionale… come lo si possa fare, non lo so. Perché non è passeggero, è cronico. Certo, siamo a un punto quanto mai delicato della vita democratica. Da un lato il Pd appare condizionato dalla pressione dell'antipolitica giustizialista, come nel caso Genovese. Dall'altro lato in chi governa sembra prevalere il principio di realizzare qualcosa costi quel che costi. La sua è una spiegazione troppo benevola. Siamo in uno stato confusionale patologico. Chi può risolverlo, mi chiederà. Si dice che il popolo "vota bene", ma a me non pare che voti sempre bene. C'è stata una grossa astensione. Il 40 per cento ottenuto da Renzi corrisponde solo al 25 per cento del consenso. Questo aggrava il giudizio sulla realtà del paese, non lo migliora.
Ma ci sono le premesse per ristabilire l'equilibrio dei poteri che è andato perduto nel '93?
Nella storia l'heri dicebamus non esiste. Il problema è che non c'è nelle nuove generazioni un sussulto di riflessione, non su come tornare indietro, cosa che non si può mai fare, ma sulla condizione sbagliata della guida politica di oggi.
Ciò detto, una scialuppa di salvataggio c'è o no?
La mia riflessione, derivata dall'esperienza, mi dice che quando l'uomo giunge al punto realmente critico-esistenziale di non ritorno, ci sono le condizioni per un sussulto vitalistico imprevedibile.
Vuol dire che a quel punto non siamo ancora arrivati.
Vuol dire che la percezione che siamo all'ultimo passo essitenziale probabilmente non c'è. Ma questo momento prima o poi arriva, nella vita degli uomini.
Non le sembra vacillare questo tentativo di riforma istituzionale che ha per sponsor Giorgio Napolitano e artefice Matteo Renzi?
Io raccomando solo una cosa. Le riforme non sono più prorogabili nel tempo, e il momento del riformismo costituzionale ora bisogna consumarlo. C'è una maggioranza, faccia la riforma che vuole. A una sola condizione, l'unica che ritengo giusta: che qualsiasi riforma venga fatta, sia sottoposta al voto popolare. Non la si approvi con i due terzi, ma si modifichi l'articolo 138 stabilendo che con qualsiasi maggioranza venga approvata una riforma costituzionale, sia il popolo a pronunciarsi.
Perché dice questo?
Se il popolo vuole sbagliare, sbagli. In democrazia è così; altrimenti, non si sveglia. Il popolo deve essere portato alla responsabilità della decisione, non alla soddisfazione del mugugno. Col mugugno non si tiene in piedi una democrazia.
Confidando però che l'antipolitica non sia la maggioranza nel paese...
Guardi, non ha più importanza. Ce l'avrà dopo. Il vero problema, in democrazia, è che i molti siano coinvolti rispetto alle decisioni dei pochi.
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